Officine del nuovo.
Sodalizi fra letterati, artisti ed editori
nella cultura italiana fra Riforma e Controriforma
Simposio internazionale
Utrecht, 8-10 novembre 2007
La fervida sperimentazione in campo artistico e letterario,
caratteristica per gli anni fra il
1530 e il 1580 in cui il passaggio da una cultura aperta e
curiosa a un clima più austero e
normativo che in Italia accompagna il dibattito sulla riforma
della chiesa e la
cristalizzazione di governi tendenzialmente più autoritari,
risulta sempre di più – come
sottolinea molto critica recente – uno dei passaggi fondamentali
della prima cultura
moderna. Particolarmente significativi come motori di
innovazione culturale si sono
rivelati quegli ambienti e quei momenti in cui i contatti fra
letterati, artisti e altri operatori
culturali – dalle tipografie alle accademie – si trasformano da
contingenze in strutture.
Proprio da tali sodalizi (da Aretino-Tiziano-Sansovino e
Michelangelo-Colonna a Giovio-
Vasari, Caro-Zuccari e molti altri) si scatenano iniziative
profondamente innovative,
poiché radicate in un tentativo di combinare o magari integrare
le varie modalità ed
esperienze di espressione artistica e letteraria.
Il simposio di Utrecht non solo si prefigge di offrire un
panorama della critica
recente dedicata alla ricerca sulle intersezioni fra arte e
letteratura nella cultura italiana
fra Riforma e Controriforma, ma propone nelle sue tre sezioni di
sviluppare alcune fra le
più promettenti linee di ricerca che da essa sono emerse: quelle
cioè dedicate ai concetti
di ‘ecfrasi’ e ‘poetica della pittura / poetics of painting’
nonché una rivalutazione delle
origini della prima critica d’arte. Base di partenza in tutti i
contributi rimane comunque
una premessa che serve da ipotesi di lavoro al convegno nella
sua totalità: la congettura
che il clima culturale ‘aperto’ degli anni fra il 1530 e il
1550, determinato dalla
compresenza non ancora problematica di tendenze ortodosse e
eterodosse, dal rapido
sviluppo del mondo dell’editoria e di nuovi operatori culturali
ad essa legati come i
poligrafi, e dall’emancipazione sociale e intellettuale delle
arti figurative e dal
conseguente avvicinamento fra artisti e letterati, abbia
prodotto proprio in tali sodalizi
vere e proprie officine di innovazione in cui hanno potuto
maturare espressioni, stili,
generi e strutture basati tutti su una nuova concezione
trasversale delle arti figurative e
letterarie che poi, anche nel clima culturale meno aperto del
secondo Cinquecento, ha
segnato gran parte della produzione artistica e letteraria
italiana.
Nella prima sezione, centrata sul contributo dei letterati,
sono presentate ricerche
dedicate alle varie modalità con cui gli scrittori, dai poeti ai
poligrafi, integrano nella loro
produzione testuale stimoli e ripensamenti che sono da
attribuire alla loro familiarità con
pittori, scultori ed architetti e con la loro opera. Verranno
studiate varie manifestazioni di
ecfrasi e di ‘stile pittorico’, e si esaminerà l’affermarsi di
fenomeni quali l’emblematica e
l’illustrazione di testi letterari.
La seconda sezione, invece, dedicata alle arti figurative,
presenta ricerche su
tendenze innovative in campo artistico da attribuire a
suggestioni riconducibili a testi
letterari o poeticali, o comunque a una familiarità con il mondo
delle lettere e i suoi
rappresentanti. Particolare attenzione sarà dedicata alla
discussione di alcuni concetti
chiavi recentemente emersi nello studio dei rapporti fra artisti
e letterati, quali ‘poetics of
painting’ (Puttfarken 2005, D’Elia 2005) e ‘prestezza’ (Nichols
1999).
La terza sezione, infine, è dedicata alle confluenze di arti
e lettere, e specie alla
critica d’arte considerata maggiore prodotto di tali
intersezioni. Si propone di riesaminare
e identificare le origini della critica d’arte cinquecentesca
proprio nelle ‘officine del nuovo’
costituite da alcuni specifici sodalizi fra artisti e letterati.
Il simposio fa parte di una serie di incontri del
gruppo di
ricerca Cinquecento plurale.
È prevista la pubblicazione degli atti del convegno in un
volume, a cura di Harald Hendrix e Paolo Procaccioli, nella
collana ‘Cinquecento. Testi e Studi di Letteratura Italiana’
dell’editore
Vecchiarelli(Manziana), entro il novembre del 2008.
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